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Psicologia
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Codice: PSGL74

Logica

  1.  La Borsa di New York (Nyse) è nata nel 1792 e nel corso dei decenni è diventata il più grande mercato mobiliare del mondo, dove oggi sono quotate sia le grandi, medie e piccole aziende americane, sia i principali gruppi industriali e finanziari europei e asiatici. La presenza delle imprese non americane ha fatto registrare una notevole impennata. Uno dei criteri fondamentali che le imprese devono rispettare per operare nella Borsa di New York è quello della trasparenza. Le possibilità e la facilità di investimento all'interno del mercato della Borsa di New York sono abbastanza agevoli anche per chi opera dall'Europa. La negoziazione dei titoli viene condotta attraverso un meccanismo d'asta tra i membri della borsa (broker), che operano sul mercato su commissione da parte di investitori privati o istituzionali, e alcuni operatori specialisti che hanno la responsabilità di gestire i titoli di una società quotata e che si fanno garanti della transazione (devono cioè coprire eventuali ordini inevasi per evitare forti destabilizzazioni e oscillazioni dei prezzi delle azioni). Questa tipologia di mercato garantisce, in linea di massima, una maggiore stabilità e sicurezza per gli investitori ed un corretto equilibrio tra domanda e offerta. Per aprirsi ulteriormente all'internazionalizzazione il Nyse ha annunciato il graduale passaggio dal sistema dei sedicesimi a quello dei decimali per la quotazione dei titoli. Il sistema dei decimali è adottato da tutte le altre piazze borsistiche mondiali, ma è osteggiato dai broker statunitensi che ritengono di avere maggior potere contrattuale (che si traduce in maggiori margini di guadagno) con il sistema dei sedicesimi.
     

    Le società che intendono operare nella Borsa di New York devono rispettare alcuni criteri fondamentali, tra i quali:

    1.  la flessibilità
    2.  la chiarezza
    3. l'efficienza
    4.  la trasparenza
    5. nessuna delle alternative proposte
  2. Le scelte annunciate dal Nyse per aprirsi ulteriormente all'internazionalizzazione sono:

    1. ostacolate dai broker americani
    2. sostenute dalle piazze borsistiche internazionali
    3. osteggiate dagli investitori privati e istituzionali
    4. accolte con entusiasmo dalle società più quotate
    5. nessuna delle alternative proposte
  3. La Banca mondiale raccoglie più istituzioni tra le quali, quelle deputate alla fornitura di aiuti, sono l'Associazione internazionale per lo sviluppo, che fornisce supporto finanziario grazie ai contributi triennali dei governi donatori, e la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, che raccoglie i suoi depositi sui mercati finanziari mondiali per aprire crediti a basso interesse e a lunga scadenza ai paesi in via di sviluppo. Agli inizi la Banca mondiale accordava prestiti soprattutto a nazioni europee per finanziare la ricostruzione delle industrie danneggiate o distrutte durante la seconda guerra mondiale. Dalla fine degli anni Sessanta, tuttavia, la maggior parte dei prestiti è andata a paesi in via di sviluppo: Africa, Asia e America Latina. In seguito
    all'aumento del costo del petrolio e alla flessione delle esportazioni di materie prime, nel corso degli anni Settanta e Ottanta molti paesi in via di sviluppo dovettero aumentare le spese energetiche, contraendo ingenti debiti con le Banche commerciali. La successiva recessione economica nei paesi occidentali diminuì ulteriormente i ricavi delle esportazioni dei paesi poveri, aumentando invece i tassi di interesse sui loro debiti. Divenne dunque sempre più difficile ottenere altri crediti dalle Banche commerciali, e la Banca mondiale decise l'attuazione di riforme economiche per la riduzione delle importazioni e la promozione del libero mercato.
     

    I Governi che hanno scelto di contribuire con donazioni all'Associazione internazionale per lo sviluppo, hanno reso possibile:

    1. l'ingresso di questa istituzione nella Banca mondiale
    2.  la diminuzione delle spese energetiche dei paesi in via di sviluppo
    3.  l'abbassamento dei tassi d'interesse sui debiti dei paesi in via di sviluppo
    4. la riduzione delle importazioni dei paesi in via di sviluppo
    5.  nessuna delle alternative proposte
  4. L'aumento delle spese energetiche dei paesi in via di sviluppo è stato determinato anche:

    1. dall'incremento dei debiti con le Banche commerciali
    2. dall'aumento dei tassi d'interesse sui loro debiti
    3.  dalla diminuzione delle esportazioni di materie prime
    4. dall'aumento delle importazioni di prodotti finiti dai paesi industrializzati
    5. nessuna delle alternative proposte
  5. L'aumento del costo del petrolio contribuì ad aggravare la situazione dei paesi in via di sviluppo:

    1. inducendoli a contrarre grossi debiti con le Banche commerciali
    2. ostacolandone lo sviluppo tecnologico
    3.  diminuendo la loro capacità di importazione
    4. anticipando le scadenze dei crediti ottenuti dalla Banca mondiale
    5. nessuna delle alternative proposte
  6. Le esportazioni dei paesi poveri diminuirono sensibilmente a causa della recessione economica nei paesi occidentali che portò, invece, ad un aumento:

    1. degli aiuti forniti ai paesi in via di sviluppo dalla Banca mondiale
    2. dei contributi forniti all'Associazione per lo sviluppo da parte dei governi donatori
    3. delle importazioni dai paesi industrializzati
    4.  dei tassi d'interesse applicati ai debiti dei paesi in via di sviluppo
    5. nessuna delle alternative proposte
  7. Quale fu uno dei provvedimenti presi dalla Banca mondiale per affrontare i problemi insorti con il rallentamento dell'economia nei paesi occidentali?

    1. L'attuazione di riforme economiche per incrementare le esportazioni
    2. La stesura di programmi per ostacolare la concessione di ulteriori crediti ai paesi in via di sviluppo
    3. Lo studio di programmi per diminuire le spese energetiche
    4. L'attuazione di riforme economiche per incentivare il libero mercato
    5.  Nessuna delle alternative proposte
  8. La Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo ha fornito aiuto ai paesi meno industrializzati:

    1. incrementando le loro attività di esportazione di materia prima
    2. fornendo loro crediti a lunga scadenza e bassi tassi d'interesse
    3. aiutandoli ad ottenere crediti a lunga scadenza e bassi tassi d'interesse dalle Banche commerciali
    4. devolvendo loro i contributi triennali ottenuti dai governi dei paesi industrializzati
    5. nessuna delle alternative proposte
  9. I prestiti accordati dalla Banca mondiale erano inizialmente rivolti:

    1. ai paesi in via di sviluppo
    2. ai paesi europei
    3. esclusivamente ai paesi dell'America Latina
    4. esclusivamente agli Stati membri
    5. nessuna delle alternative proposte
  10. In quale periodo la Banca mondiale cominciò a concedere la maggior parte dei prestiti agli Stati africani?

    1. Negli anni Settanta e Ottanta
    2. Alla fine degli anni Settanta
    3. Alla fine degli anni Sessanta
    4. Mai, ancora oggi gli Stati africani sono esclusi da tali concessioni
    5. Nessuna delle alternative proposte